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AMBIENTE

Energia pulita, come risparmiare sull'illuminazione cittadina A CURA DI ALESSANDRO CARDENTE

 

Energia pulita? Vuol dire meno inquinamento ma anche bollette dimezzate e nel salvadanaio alcuni euro in più.
L’energia solare rappresenterebbe quindi, anche un business ecocompatibile che se divulgato e ampliato su tutta le rete della Regione Lazio , sia nel pubblico che nel privato incrementerebbe, in modo “sano”, “compatibile” e “salutare” l’economia del nostro paese, creando nuovi indotti e nuove possibilità di occupazione donando nuova linfa anche alla nostra qualità della vita incrementando l’impegno per l’abbattimento di emissioni di CO2.
Solo poche, anzi pochissime Regioni italiane, stanno dimostrando in questo senso, abilità politica e capacità di interpretare e di rappresentare quello standard europeo richiesto.
La Regione Lazio fin’ora, purtroppo, non è fra queste! Non possiamo permettere che una delle Regioni più importanti d’Italia rimanga fanalino di coda in tal senso. Il Lazio, non solo dovrà allinearsi alle poche Regioni virtuose, ma dovrà fare da traino basandosi su una progettualità programmata e realmente attuabile offrendosi una grande opportunità: quella monetaria, quella d’ immagine.
 
Ecco come:
La Regione anticiperà i fondi del costo dell’ installazione dei pannelli fotovoltaici per le famiglie, le quali avrebbero nell’immediato un fortissimo abbattimento del costo della bolletta (circa un 50%). Certamente alla Regione Lazio quest’operazione costerà milioni di euro, ma le risorse economiche potranno essere reperite presso i fondi comunitari molto generosi per interveti legati a progetti di questa natura e ancora disponibili per molte Regioni italiane che ancora non li hanno richiesti. Ovviamente, parallelamente, andranno istituiti e attivati dei finanziamenti agevolati. Questo tipo di intervento produrrà un’ enorme volume di istallazioni, e la nascita di nuovi indotti produttivi locali e nazionali oggi ancora non concretamente ramificati. Potranno, tra l’altro, essere coinvolte, in un coordinamento con la Regione, le Agenzie Energetiche Provinciali che da anni promuovono le rinnovabili offrendo consulenza ai cittadini. Il tutto coordinato da un’Agenzia Nazionale per l’Energia Rinnovabile composta da tecnici del settore e da economisti. Questo istituto, fornirà inoltre, una guida per un percorso corretto e per un fondamentale aiuto alla politica del nostro paese su tali e dibattute tematiche. L’investimento, se pur oneroso da parte delle istituzioni locali e nazionali, non comporterebbe enormi rischi, e a lungo e medio termine confermerebbe dei guadagni. Singoli cittadini stanno già sperimentando l’energia prodotta dai pannelli installati sui tetti delle loro abitazioni con grandi soddisfazioni. L’energia prodotta finisce nella rete nazionale e la bolletta si azzera. In questo modo il singolo cittadino diventa “produttore” di energia guadagnando in euro una somma che potrebbe aggirarsi intorno ai 50 centesimi per ogni kilowattora. La Regione Lazio potrebbe economicamente rientrare dei costi proprio così, in cambio della cessione e dei costi dell’installazione gratuita dei pannelli, si richiederebbe al cittadino di rinunciare all’importo dell’energia prodotta, per un periodo da concordare (potrebbe essere di circa vent’anni).
I soldi andranno nelle casse delle istituzioni coinvolte per ammortizzare la spesa iniziale. Il costo dei pannelli solari da tre kilowattora, capaci di soddisfare il bisogno energetico annuo di una famiglia di quattro persone, costa circa 20mila euro, ma in vent’anni, ne restituisce all’utente circa 36mila. Questo non vuol dire evitare il dibattito e l’ipotesi di una scelta politica che guardi anche con favore verso il nucleare. Molti importanti ambientalisti, con una nuova concezione, moderna e alternativa a quella più ideologica e tradizionalista, ritengono che l’ultima generazione del nucleare risulta essere molto sicura oltre che necessaria. Ma i tempi utili per la realizzazione di nuovi impianti e per la scelta dei siti idonei, non sarà certo generosa. E non trascurabile sono anche, ovviamente, i costi. Indubbiamente il percorso corretto e perseguibile, quasi inevitabile, sarà quello di ipotizzare entrambe le scelte. Due scelte di natura “mista”, fortemente divergenti ma che entrambe, se supportate da un pacato e sensato dibattito funzionale e non strumentale, porterà ad un auspicato equilibrio utile al nostro futuro per il bene della nostra Regione e del nostro paese. Come funziona?  La luce del sole passa attraverso il pannello di vetro, che possiede un rivestimento antiriflesso, in un semiconduttore: uno strato fatto di silicio che ha un polo positivo e uno negativo. Quando le particelle di luce colpiscono il polo negativo gli elettroni vengono scaricati nel silicio. dopodiché gli elettroni passano al polo positivo creando corrente elettrica.
 

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