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POLITICHE PER IL TERRITORIO
Il Piano Casa non solo edificazione di cubature ma creazione di un nuovo ambiente di vita a cura di Giovanni Montefusco
Il compito fondamentale della politica, sia essa centrale o locale, è di essere al servizio della cittadinanza. Tutto ciò si avverte maggiormente quando le nostre esigenze e le nostre azioni si confrontano con le mille complicazioni del vivere quotidiano. Grandi città o piccoli centri che siano, ogni giorno ci troviamo a fare i conti con un insieme di problemi strettamente connessi al territorio. Siano problemi abitativi o di viabilità o, ancora, di carattere infrastrutturale, l’effetto che ne deriva non può che ripercuotersi su quel fondamentale nucleo sociale che è la famiglia. Basti pensare per esempio al diritto alla casa, un’esigenza prioritaria la cui importanza si sente ancora più fortemente in seguito agli eventi calamitosi d’Abruzzo. O al bisogno di nuove vie di comunicazione per fluidificare il traffico privato e commerciale ma anche di infrastrutture sanitarie e scolastiche che garantiscano a ognuno il diritto alla salute e all’istruzione. In questo scenario la politica è chiamata a offrire delle risposte concrete alla popolazione. Il contributo della Federazione dei Cristiano Popolari è, in tale direzione, il sostegno al piano edilizio elaborato dal Governo Berlusconi ma al contempo la predisposizione di un insieme di provvedimenti complementari che, nel loro insieme, possano costituire un sistema integrato di infrastrutture e servizi per i nuovi insediamenti urbani che nasceranno in futuro. Numerosi piani di zona finora sono nati non sempre garantendo il soddosfacimento in tempi certi dei cosiddetti bisogni “connessi” come per esempio nuovi piani di viabilità e trasporto o strutture sanitarie e scolastiche, la cui edificazione in molti casi è avvenuta grazie alle pressioni esercitate da comitati spontanei di cittadini che si sono resi promotori delle proprie esigenze innanzi alle competenti istituzioni locali. Per superare questa consuetudine che di fatto sembrerebbe attribuire alla popolazione il ruolo proprio delle amministrazioni decentrate è necessario elaborare una nuova linea di indirizzo politico attraverso la quale predisporre l’individuazione dei bisogni degli abitanti facendo ricorso allo strumento della partecipazione civica e la realizzazione integrata di tutte le opere infrastrutturali connesse all’edificazione dei nuovi insediamenti urbani mediante una strategia di coordinamento di tutti gli attori a qualsiasi titolo coinvolti nei diversi piani edilizi (istituzioni, costruttori, finanziatori, aziende di fornitura idrica, energetica, telefonica, aziende stradali e autostradali per le parti di rispettiva competenza, aziende municipalizzate e private di pubblico trasporto, rappresentanze dei cittadini) da attuarsi ricorrendo sistematicamente all’istituto della conferenza dei servizi quale momento aggregatore e definitorio delle istanze provenienti da ogni parte, al fine di elaborare quelle linee esecutive unanimemente condivise da ognuno dei soggetti partecipanti che consentano di procedere con celerità e certezza nell’esecuzione simultanea delle opere edilizie e di quelle infrastrutturali, ciascuno per il proprio ruolo di competenza. Il risultato che ne scaturirà sarà quello di non limitarsi a offrire un alloggio di nuova costruzione a nuclei familiari nascenti ma di aggiungere a tutto ciò il valore della vivibilità di un territorio, trasformando cioè un insieme di cubature, che altrimenti costituirebbe un semplice “dormitorio”, in un insediamento abitativo nel quale vi siano quei servizi e collegamenti che lo integrino del tutto con la rimanente parte del tessuto urbano.
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