
SCUOLA E LEGGE ELETTORALE
CARI AMICI E AMICHE,
questa settimana appena trascorsa ha visto il mondo politico impegnato a dibattere su due grandi riforme: la scuola e il sistema elettorale per le Europee. Il decreto Gelmini è stato tramutato in legge mentre la riforma delle europee è stata rinviata in commissione e probabilmente il sistema non verrà modificato.
Per quel che riguarda la legge che porta il nome del Ministro Maria Stella Gelmini, e che ha prodotto una serie di manifestazioni di piazza non sempre pacifiche, noi Cristiano popolari siamo coscienti che è necessario riformare il sistema e che le iniziative di legge che il governo ha proposto vanno sostenute con decisione. Il governo deve essere messo nelle condizioni di poterle portare avanti per agire in favore degli studenti. Se la vecchia struttura della scuola era arrivata ad un punto morto, facendo precipitare il livello d’istruzione al di sotto della media europea, quando invece nei primi anni novanta il sistema scolastico italiano spiccava per eccellenza rispetto alle altre nazioni europee, allora è doveroso cambiare il sistema, magari facendo un passo indietro.
È giusto che chi non è d’accordo possa manifestare in modo pacifico e civile le proprie contrarietà, ma riteniamo che sia doveroso permettere a chi vuole seguire le lezioni di accedere agli istituti e poter esercitare il proprio diritto all’istruzione con le stesse garanzie.
Per questi motivi ho votato la legge Gelmini e siamo convinti che ogni norma debba essere prima sperimentata sul capo per poterne poi valutare effettivamente pregi e difetti reali, anche perché qualsiasi riorganizzazione, che riguardi strutture sociali fondamentali, vada operata tenendo in considerazione prima di tutto l’interesse dei cittadini e degli utenti, in questo caso degli studenti; le proposte del ministro Gelmini sembrano sottendere proprio questi propositi, pertanto abbiamo ritenuto opportuno sostenerle.
Per quel che riguarda, poi, l’annuncio di Walter Veltroni di voler proporre un referendum contro il Dl Gelmini, non possiamo che constatare che ormai emula Antonio Di Pietro anche nel modus operandi della gestione politico-programmatica del Pd.
Invece non ci sono parole sufficientemente forti per condannare gli scontri in piazza Navona: per essere efficace ogni manifestazione di pensiero deve essere sostenuta da un rigoroso rispetto dell’altro. Chi vuole può scendere in piazza ma lo deve fare in modo pacifico.
Per quel che concerne invece la riforma della legge elettorale per le Europee l’ennesimo intervento del Quirinale per richiamare al dialogo sulle questioni che regolano la vita democratica del Paese ci ha fatto riflettere una volta di più sulla necessità di elevare il dibattito parlamentare, tenendo ben presente il vincolo del mandato affidatoci dai cittadini.
Non dimentichiamo che viviamo in un sistema di democrazia parlamentare dove il governo risponde al Parlamento e il Parlamento risponde al popolo. Se il popolo non può delegare con la preferenza i propri rappresentanti in Parlamento dobbiamo trovare un altro strumento per far contare il cittadino elettore. Altrimenti, e io nel caso specifico non posso ritenermi contrario, si può modificare la Carta costituzionale e passare a un sistema presidenziale o semi-presidenziale.
Partendo da queste considerazioni siamo convinti che questo tipo di dibattito sia appropriato se si parla di legge elettorale per regolare le elezioni politiche, ma sicuramente appare ridondante nel caso delle elezioni europee, dove il voto di preferenza non è essenziale.
Dunque l’iniziativa di rinviare nella sede più opportuna il testo della legge sulle europee (cioè in Commissione) risponde all'esigenza di rivolgere l'attenzione su problemi di più stretta contingenza e maggiore urgenza e ci trova perfettamente d’accordo. D’altronde la questione della riforma della Legge elettorale potrà essere rimessa all'ordine del giorno quando i tempi saranno maturi magari per riportare il dialogo e il dibattito sulla riforma del sistema per le elezioni politiche.
Per chi di Voi volesse approfondire questi argomenti, aprire un dibattito o segnalarmi le proprie posizioni in merito potrà scrivermi all’indirizzo comunicazione@mariobaccini.it. Presto saranno attivi sul sito www.mariobaccini.it un blog e un forum dove sarò lieto di accogliere in modo interattivo e rapido tutti i vostri commenti sui temi d’attualità.
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