|
01/02/2010 - IL VELINO
Lazio, Baccini: Pdl locale non diventi partito dei capibastone
Roma, 01 FEB (Velino) - "Bisogna che il sindaco di Roma chiarisca all'interno del Pdl quali sono gli elementi di valutazione che lo hanno spinto ad annunciare una possibile apertura per un'alleanza elettorale per le regionali con la nuova formazione politica di Francesco Rutelli, il quale oltretutto, da quello che si legge sui giornali, non sembra neanche interessato". Cosi' Mario Baccini spiega al VELINO quali sono le ragioni che lo hanno spinto nei giorni scorsi a scrivere una lettera ai capigruppo Pdl di Camera e Senato e ai dirigenti locali del partito, il coordinatore di Roma Gianni Sammarco e quello del Lazio Vincenzo Piso, oltre allo stesso sindaco Alemanno, in cui si chiede una convocazione urgente degli organi regionali del partito. "L'appello di Alemanno a Rutelli - continua il presidente dei Cristiano-popolari del Pdl - rischia di creare confusione in una campagna elettorale che vede gia' troppe polemiche per l'alleanza con l'Udc, i cui contorni appaiono ancora poco chiari. Se a questo si aggiungono le esercitazioni dialettiche di aperture all'Api di Rutelli da parte del sindaco Alemanno, l'elettorato del centrodestra si domanda qual e' la solidita' del progetto politico-culturale del Pdl".Baccini chiede un chiarimento prima della regionali. E fa un appello a Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri affinche' il Pdl locale "non diventi il partito dei clan e dei capibastone". Cicchitto e Gasparri "sono i garanti morali del Pdl nel Lazio - dice Baccini - e la loro sensibilita' politica e' nota perche' dalle loro dichiarazioni ufficiali e' emersa sempre al volonta' di superare questa odiosa linea del 70/30 che ingessa il partito su posizioni di retrobottega politico e che non ha nulla a che fare con l'idea politica di Berlusconi di un grande partito popolare ed europeo a cui ho aderito". "Se le candidature sono discutibili e c'e' il listino di parentopoli, se la strategia del potere condiziona la campagna elettorale - continua Baccini - e' necessario prima un chiarimento perche' si vada tutti uniti in campagna elettorale per vincere con il nostro programma". "Noi vogliamo che la campagna elettorale - sottolinea Baccini - affronti temi importanti come il lavoro e l'occupazione per contrastare in modo serio la poverta' che attanaglia sempre di piu' i cittadini del Lazio. Non ci rassegnamo ad una campagna elettorale fatta di spot senza contenuti. L'economia sociale e di mercato deve essere il cuore del nostro programma politico se vogliamo chiarire la differenza che c'e' tra il centrodestra nel Lazio e la coalizione di Emma Bonino". Altra questione su cui urge un immediato "chiarimento di linea" secondo Baccini e' quella del contenzioso che si e' aperto fra il Campidoglio e il ministero dei Beni culturali per il superamento dei vincoli paesaggistici. "Mi interessa sapere qual e' la strategia urbanistica seguita dall'amministrazione capitolina", dice Baccini secondo il quale "fa bene il ministro Sandro Bondi ad avere una visione omnicomprensiva tendente a salvaguardare i beni paesaggistici e l'agro romano in assenza di una pianificazione urbanistica generale ed organica ". Inoltre non "e' chiara - continua l'esponente del Pdl - l'utilita' pubblica della privatizzazione dell'Acea, di come questa operazione va realizzata e quali saranno i privati che avranno in gestione l'acqua e l'energia elettrica della citta'". Al sindaco Baccini contesta anche l'annuncio, non seguito dai fatti, della realizzazione di un grande stadio al 13Km dell'Aurelia: "La mia paura - commenta - e' che la politica dell'annuncio di veltroniana memoria contagi anche Alemanno". (chi) 011444 FEB 10 NNNN
|