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Violenza, garantiamo lo Stato di diritto: poteri speciali al sindaco, fiducia e mezzi alle forze dell'ordine
creata da: Mario Baccini
data: 16/02/2009 - visitato (505)
La sicurezza nelle città è al primo punto dell'agenda politica, ma finora non è stato fatto abbastanza per garantire l'incolumità dei cittadini, visto il ripetersi in modo esponenziale e a brevi intervalli di tempo di inauditi atti di violenza. Dopo l'ultimo episodio di sabato scorso è giusto affrettare i tempi e dotare in modo opportuno di fondi e mezzi le forze dell'ordine impegnate per la tutela del territorio. Sarebbe opportuno che nel decreto legge che il governo ha intenzione di varare sia compresa anche una voce che attribuisca poteri speciali al sindaco in materia di pubblica sicurezza. Nella nostra città è necessario attuare un piano efficace di prevenzione contro la violenza.Questo affinché il primo cittadino di Roma, che conosce il territorio e le sue particolarità, possa operare con maggiore efficacia e garantire maggiore sicurezza nella Capitale, evitando, come si sta ipotizzando in questi giorni, che i cittadini perdano completamente fiducia nelle istituzioni e organizzino ronde autonome che elevano solo il livello di intolleranza e violenza indiscriminata ed ingiustificata contro gli stranieri. E' giusto e opportuno garantire i cittadini con un adeguato servizio di pubblica sicurezza ma allo stesso tempo non si può ordire una caccia allo straniero. Per questo bisogna dare fiducia e mezzi alle forze dell'ordine. Mario Baccini
Commenti
1. Grazie di esistere Mario ! Giustissimo Ma...abbiamo anche il problema della pubblica amministrazione!!! Hai provato a chiamare telefonicamente i Vigili Urbani di Roma ? Non rispondono....
Da maria pia d. (rugiada) (inviato il 17/09/2009 18.31.34)
2. L' istituzione delle ronde di cittadini può anche andar bene ; a patto , però , che rispettino determinate norme di comportamento e non vadano oltre il compito di segnalare i fatti sospetti alle Forze dell' Ordine . I cittadini che si comportassero in questo modo non sarebbero dei novelli " squadristi " , come paventato dalla Sinistra : al contrario , sarebbero responsabilizzati , incoraggiati alla partecipazione . Non sarebbe , questo , un impegno civile simile a quello che animò la Resistenza ?
Da Gianfranco Stivaletti (inviato il 29/05/2009 23.53.34)
3. L'esempio è sempre alla base di tutto: regole chiare, con certezza della pena e tolleranza 0. Per il resto è opportuno partire dalle forze di polizia: meglio un polizziotto in più che un impiegato assunto solo per dargli uno stipendio. Le ronde di persone ben indottrinate e che fanno atto di presenza sul territorio, a mio avviso, non sono un problema: il problema è per quanti si difendono dietro l'alibi che ci deve pensare lo Stato, mentre il vero motivo è che non hanno nessuna voglia di fare e, pertanto, non vogliono esempi di altruisti che si dedicano alla sicurezza di tutti: a volte basta non girarsi dall'altra parte e dire che non è un proprio problema (domani potrebbe essere il tuo problema e qualcun'altro si volterà dall'altra parte)come è successo in uno dei recenti tentativi di stupro. Emilio D'Eramo
Da emilio d''eramo (inviato il 28/02/2009 18.17.29)
4. E' un importante primo passo ma il Sindaco non deve sostituirsi al Questore; il primo cittadino ha a disposizione la Polizia Municipale, il Questore la Polizia di Stato; bene sarebbe integrarne le competenze su differenti profili criminali evitando dispersione di risorse o aree di sovrapposizione; Ben vengano nuove risorse da impiegare per il potenziamento delle Forze di Polizia, ma pochi sanno che, al di la dei proclamni, gli arruolamenti languono e le carenze di organico aumentano. Altro punto importante: dopo che il Sindaco avrà ottenuto i poteri straordinari e le Forze di Polizia maggiori risorse, ci sarà sempre in Italia, un magistrato disponibile alla concessione di benefici. Gli stessi immigrati ci dicono (quasi facendocene una colpa)che nei loro Paesi d'origine le pene si scontano fino in fondo e tutte in carcere, anche per reati minori. Il potere legislativo ponga, quindi, in essere nuove regole penali capaci di produrre segnali di deterrenza anche nei confronti della cultura portatrice di disvalori quali lo stupro a fini punitivi. Non c'è altra soluzione; scorciatoie che non siano quelle di una ferma politica dell'accoglienza, apparirà come un distorto segnale di debolezza sociale a discapito della sicurezza.
Da Enrico (inviato il 20/02/2009 9.40.30)
5. Sicurezza e pene più severe! Tutti ne parlano ma nessuno le applica. Facciamoci portvoce di queste problematiche! Forza Mario!!
Da Arnaldo (inviato il 18/02/2009 14.15.22)


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